|
Non
solo un'auto ma un simbolo. Non solo un simbolo ma una protagonista
della vita di molti. Perché se vogliamo dire Italia,
qui e nel resto del mondo, non diciamo solo pizza, mandolino
e gondola. Ma anche 500, la mitica Fiat 500. L'automobile
per tutti (pur costando grandi sacrifici agli operai), il
sogno di grandi e piccoli, la custode di ricordi e di "scomode"
relazioni amorose. Il piccolo cinquino è forse l'automobile
italiana più famosa al mondo, e la sua rinnovata celebrazione
di questo 2007, con un modello realmente hi-tech, non può
far altro che soffiare sul fuoco della passione per le quattro
ruote.
Ma
qual'è la vera storia della 500 e quante versioni ne
esistono? In realtà la storia di questa automobile
è particolarmente intricata, e si intreccia profondamente
con quella di altri modelli Fiat. Secondo le ricostruzioni
storiche più accreditate, tutto ebbe inizio da un'idea
di Benito Mussolini, che aveva richiesto a Giovanni Agnelli
una vettura meno costosa di 5.000 lire, per motorizzare
gli italiani. Ovviamente questa era una richiesta che non
si poteva rifiutare, così Agnelli affidò il
progetto a due team. Il primo avrebbe seguito la strategia
di sfruttare le attrezzature già presenti in Fiat,
riducendo gli sprechi all'osso. Il secondo, capitanato da
Oreste Lardone, avrebbe dovuto optare per una soluzione tecnologica
innovativa: la trazione anteriore.
Il
primo team partorì una versione ridotta della Balilla,
la 500 A, detta Topolino. Certo, un modello di grande
successo, ma che non riuscì a contenere i prezzi quanto
avrebbe voluto Mussolini: l'automobile non costava 5.000 lire,
ma ne costava 8.900. Ma la prima vera 500, che in pochi conoscono,
è stata quella realizzata dal team di Lardone, quella
"500 tutto avanti" che tuttavia rimase poco
più di un prototipo. Alla presentazione dell'automobile,
infatti, una banale fuoriuscita di carburante causò
un incendio della vettura, cosa che spinse Agnelli a vietare
per sempre le automobili a trazione anteriore della Fiat.
I
primi due esperimenti, quindi, sono stati in sostanza dei
mezzi fallimenti. La "vera" 500, quella nel cuore
di tutti, è quindi quella che andrebbe definita la
"nuova" 500, un progetto della dirigenza Vittorio
Valletta risalente agli anni '50. Ormai la "Topolino"
era un modello superato, ed era quindi necessario fare qualcosa
di totalmente nuovo. Responsabile di queste innovazioni era
Dante Giacosa, che tuttavia incontrò diverse
difficoltà economiche dovute ai danni alle strutture
Fiat causati dalla guerra. Per ottimizzare i tempi Giacosa
decise di implementare i primi disegni di carrozzeria della
nuova Cinquecento per un altro modello di automobile, basato
sullo stesso modello di propulsione della "Topolino".
Nacque così la Fiat 600 (foto) che, ingrassando
temporaneamente le casse della Fiat senza un investimento
eccessivo, lasciò a Giacosa tutto il tempo necessario
a realizzare una nuova 500 realmente innovativa.
La
prima vera Nuova 500 venne così presentata il 4 luglio
1957: costava 490mila lire, aveva una velocità
massima di 85Km/h ed era veramente spartana, troppo spartana
anche per l'epoca. Senza levette del devioluci, con vetri
fissi, con il tetto in tela, senza sedile posteriore (al suo
posto una scomoda panchetta), con ruote senza coppe cromate,
fari non cromati e con un sistema di riscaldamento spartano.
Proprio la mancanza delle cromature, all'epoca decisamente
in voga, aveva portato ad una accoglienza tiepida dell'automobile.
Così Fiat decise di rivederla dopo soli quattro mesi,
proponendo una versione di prezzo addirittura inferiore (465mila
lire) ma con dettagli estetici più precisi e un nuovo
motore da 15CV. Con un'intelligente mossa di quello che oggi
definiremmo "customer care" i clienti della prima
ora, quelli che cioè avevano acquistato pochi mesi
prima un modello peggiore ad un prezzo superiore, vennero
rimborsati con un assegno di 25mila euro o con la sostituzione
gratuita dell'automobile. Da qui in poi la storia diventa
leggenda: Cinquecento diventa un fenomeno internazionale,
l'auto degli italiani per eccellenza, venduta anche all'estero
con tanto di edizione pensata specialmente per gli Stati Uniti.
Un
successo che, con i suoi ricordi, ha portato ad un'ondata
di nostalgia cavalcata con delicatezza da Fiat. Nel 1991 la
casa torinese decise di chiamare "Cinquecento"
la citycar sportiva erede della 126. Ma l'unica vera erede
della Cinquecento, o come dovremmo dire della "Nuova
Cinquecento" arriverà solo nel 2007, nella speranza
di ridare nuova linfa vitale a Fiat, senza deludere le migliaia
di appassionati.
Il
14 marzo 2010 saranno tanti rombanti miti in
P.za Cavour ad Ancona pronti a farci rivivere quelle emozioni
sempre vive . Impossibile non esserci!
|
|